Omelia sulla Trasfigurazione di Gesù (Lc 9,28b-36)
Cari fratelli e sorelle,
oggi contempliamo il mistero della Trasfigurazione di Gesù, un evento che rivela la sua gloria e anticipa la sua Pasqua. Il Vangelo di Luca ci offre alcuni dettagli particolari che ci aiutano a comprendere il significato profondo di questa esperienza vissuta dai tre discepoli: Pietro, Giovanni e Giacomo.
Otto giorni dopo
Il brano inizia con una nota temporale: otto giorni dopo aver parlato della sua Passione, Gesù porta con sé i tre discepoli su un monte a pregare. Il numero otto richiama la nuova creazione, il giorno della risurrezione, il compimento della promessa di Dio. La Trasfigurazione è dunque un’anticipazione della gloria che Gesù avrà dopo la croce.
La preghiera e la trasformazione
Gesù sale sul monte per pregare. È proprio nella preghiera che il suo volto cambia e le sue vesti diventano sfolgoranti. Questo ci insegna che la preghiera trasfigura la nostra vita: quando siamo in comunione con Dio, il nostro cuore si illumina e il nostro sguardo si apre alla sua presenza.
I testimoni: Pietro, Giovanni e Giacomo
Gesù non è solo. Con lui ci sono Pietro, Giovanni e Giacomo, i discepoli che saranno presenti anche nel Getsemani. Essi sono testimoni della gloria divina, ma anche della sofferenza del Maestro. La fede cristiana ci chiama a contemplare sia la luce della Trasfigurazione sia l’oscurità della Passione.
Il volto e le vesti sfolgoranti
Luca ci dice che il volto di Gesù cambia aspetto e le sue vesti diventano splendenti. Questo è un segno della sua divinità: in Lui si compie la pienezza della Legge e dei Profeti, rappresentati da Mosè ed Elia, che parlano con Lui del suo esodo, cioè della sua Pasqua.
La voce del Padre
Infine, la nube e la voce del Padre: «Questi è il Figlio mio, l’eletto, ascoltatelo!». Questa parola è fondamentale: ascoltare Gesù significa seguirlo fino alla croce per poter partecipare alla sua gloria.
Conclusione
La Trasfigurazione ci invita a fidarci di Dio anche nei momenti difficili. Come Pietro, Giovanni e Giacomo, siamo chiamati a salire il monte della preghiera, lasciarci illuminare dalla presenza di Cristo e scendere con una fede rinnovata, pronti a seguirlo sulla via della croce, certi della gloria della risurrezione.
Che il Signore ci doni la grazia di contemplare la sua luce e di ascoltare sempre la sua voce. Amen.
Fabio
Saper Ascoltare è’ molto difficile; non siamo più abituati ad ascoltare, a riflettere e soprattutto a dedicare qualche secondo del nostro prezioso tempo per l’esigenza di chi ci sta accanto. Il medico non sa più ascoltare l’ammalato, il marito o la moglie non sa più ascoltare il proprio partner, il genitore non sa ascoltare il proprio figlio, il professore non sa ascoltare l’alunno ect.
John Jairo Betancur
Bravissimo Fabio hai colto una parte essenziale della vita: l’ascolto!
Maria Antonietta Scaramella
Salire il monte della Trasfigurazione è essere inondati dalla sfolgorante Luce del Signore, entrare nella Bellezza del Suo cuore e nel dialogo di Amore scaturito dalla preghiera,….per poi accompagnarLo nella salita su un altro monte, il monte della “Trasfigurazione” della Croce, non abbandonarLo, ma con fedeltà e coraggio accettare di Essergli accanto per poi Risorgere alla Vita con un cuore totalmente trasfigurato dal Suo infinito Amore. Questo è il dono meraviglioso che noi cristiani siamo chiamati a ricevere e a vivere lì dove siamo in ciascun momento della nostra giornata.