Omelia per la seconda Domenica di Quaresima 2025 – Don John Betancur

Omelia sulla Trasfigurazione di Gesù (Lc 9,28b-36)

Cari fratelli e sorelle,

oggi contempliamo il mistero della Trasfigurazione di Gesù, un evento che rivela la sua gloria e anticipa la sua Pasqua. Il Vangelo di Luca ci offre alcuni dettagli particolari che ci aiutano a comprendere il significato profondo di questa esperienza vissuta dai tre discepoli: Pietro, Giovanni e Giacomo.

Otto giorni dopo

Il brano inizia con una nota temporale: otto giorni dopo aver parlato della sua Passione, Gesù porta con sé i tre discepoli su un monte a pregare. Il numero otto richiama la nuova creazione, il giorno della risurrezione, il compimento della promessa di Dio. La Trasfigurazione è dunque un’anticipazione della gloria che Gesù avrà dopo la croce.

La preghiera e la trasformazione

Gesù sale sul monte per pregare. È proprio nella preghiera che il suo volto cambia e le sue vesti diventano sfolgoranti. Questo ci insegna che la preghiera trasfigura la nostra vita: quando siamo in comunione con Dio, il nostro cuore si illumina e il nostro sguardo si apre alla sua presenza.

I testimoni: Pietro, Giovanni e Giacomo

Gesù non è solo. Con lui ci sono Pietro, Giovanni e Giacomo, i discepoli che saranno presenti anche nel Getsemani. Essi sono testimoni della gloria divina, ma anche della sofferenza del Maestro. La fede cristiana ci chiama a contemplare sia la luce della Trasfigurazione sia l’oscurità della Passione.

Il volto e le vesti sfolgoranti

Luca ci dice che il volto di Gesù cambia aspetto e le sue vesti diventano splendenti. Questo è un segno della sua divinità: in Lui si compie la pienezza della Legge e dei Profeti, rappresentati da Mosè ed Elia, che parlano con Lui del suo esodo, cioè della sua Pasqua.

La voce del Padre

Infine, la nube e la voce del Padre: «Questi è il Figlio mio, l’eletto, ascoltatelo!». Questa parola è fondamentale: ascoltare Gesù significa seguirlo fino alla croce per poter partecipare alla sua gloria.

Conclusione

La Trasfigurazione ci invita a fidarci di Dio anche nei momenti difficili. Come Pietro, Giovanni e Giacomo, siamo chiamati a salire il monte della preghiera, lasciarci illuminare dalla presenza di Cristo e scendere con una fede rinnovata, pronti a seguirlo sulla via della croce, certi della gloria della risurrezione.

Che il Signore ci doni la grazia di contemplare la sua luce e di ascoltare sempre la sua voce. Amen.

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3 commenti

  1. Saper Ascoltare è’ molto difficile; non siamo più abituati ad ascoltare, a riflettere e soprattutto a dedicare qualche secondo del nostro prezioso tempo per l’esigenza di chi ci sta accanto. Il medico non sa più ascoltare l’ammalato, il marito o la moglie non sa più ascoltare il proprio partner, il genitore non sa ascoltare il proprio figlio, il professore non sa ascoltare l’alunno ect.

    • John Jairo Betancur

      Bravissimo Fabio hai colto una parte essenziale della vita: l’ascolto!

  2. Maria Antonietta Scaramella

    Salire il monte della Trasfigurazione è essere inondati dalla sfolgorante Luce del Signore, entrare nella Bellezza del Suo cuore e nel dialogo di Amore scaturito dalla preghiera,….per poi accompagnarLo nella salita su un altro monte, il monte della “Trasfigurazione” della Croce, non abbandonarLo, ma con fedeltà e coraggio accettare di Essergli accanto per poi Risorgere alla Vita con un cuore totalmente trasfigurato dal Suo infinito Amore. Questo è il dono meraviglioso che noi cristiani siamo chiamati a ricevere e a vivere lì dove siamo in ciascun momento della nostra giornata.

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